Secondo articolo di prova

Francesco Saverio de Sanctis nacque nel 1817 a Morra Irpina (Avellino), da una famiglia di piccoli proprietari terrieri.

Il padre era dottore in diritto e due zii paterni, uno sacerdote e l’altro medico, vennero esiliati per aver preso parte ai moti carbonari del 182021.

«I critici pedanti si contentano d’una semplice esposizione e si ostinano sulle frasi, sui concetti, sulle allegorie, su questo e su quel particolare come uccelli di rapina su un cadavere… Essi si accostano ad una poesia con idee preconcette: chi di essi pensa ad Aristotele e chi ad Hegel.Prima di contemplare il mondo poetico lo hanno giudicato: gl’impongono le loro leggi in luogo di studiar quelle che il poeta gli ha date. […] Critica perfetta è quella in cui i diversi momenti (per i quali è passata l’anima del poeta) si conciliano in una sintesi di armonia.Il critico deve presentare il mondo poetico rifatto ed illuminato da lui con piena coscienza, di modo che la scienza vi presti, sì, la sua forma dottrinale, ma sia però come l’occhio che vede gli oggetti senza però vedere se stesso. La scienza, come scienza, è, forse, filosofia, ma non è critica.»
(Francesco De Sanctis, Saggi critici, Morano, Napoli, 1874)
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