Ricerche storiche

Libri sulla storia di Carbonara-Aquilonia


Le vicende storiche del passaggio dell’epoca feudale alla modernità comportarono un complesso processo di profonde trasformazioni politiche, economiche ed amministrative che ebbero un gravoso costo sociale.

Il libro documenta le rivolte popolari, le ribellioni, il brigantaggio, i tumulti per la terra che hanno caratterizzato la storia più recente di Carbonara-Aquilonia, come di tutte le piccole comunità del Mezzogiorno d’Italia.

Akerumnia, Aquilonia. La madre cicogna, la città dell’ultima resistenza degli antichi Sanniti all’avanzata di Roma nel Mezzogiorno, fu distrutta dal console Lucio Papirio Cursore.

Per secoli fu dimenticata. Poi, in epoca moderna, viaggiatori, eruditi, studiosi di geografia antica di tutta Europa tentarono di identificare il luogo l’antica Aquilonia era sorta.

Le 1862 una decisione politica fece ‘risorgere’ Aquilonia sannita nel piccolo borgo di Carbonara.

Distrutta dal terremoto del 1930, ricostruita in un’altra località, Aquilonia rinasce come fantastico tengo primordiale nella saga di Conan il barbaro.

La cronotassi e le note storiche relative alle figure della borghesia delle professioni che ha diretto la vita sociale ed amministrativa di Carbonara Aquilonia dall’epoca del Regno di Murat fino ai nostri giorni.

Un viaggio attraverso l’antropologia, il culto, l’arte relativa ad un dei santi più famosi dell’epoca medievale, patrono di un gran numero di paesi, piccoli villaggi e grandi città, in tutta Europa.

Il libro documenta l’origine, la geografia, la storia ed i più importanti tratti folclori del culto di san Vito in Italia e in Europa.

Nel Cinquecento e nel Seicento le chiese, le cappelle , le confraternite laicali nel Mezzogiorno sono realtà spirituali, ma anche enti con notevole potere economico e finanziario.

A Carbonara-Aquilonia esse segnano la circolazione dei capitali nel territorio, funzionando da istituti di credito, favoriscono l’ascesa e l’affermazione di alcune famiglie, marcano lo stesso sviluppo urbanistico del centro abitato.

Un viaggio attraverso l’antropologia, il culto, l’arte relativa ad un dei santi più famosi dell’epoca medievale, patrono di un gran numero di paesi, piccoli villaggi e grandi città, in tutta Europa.

Il libro documenta l’origine, la geografia, la storia ed i più importanti tratti folclori del culto di san Vito in Italia e in Europa.

L’autobiografia del brigante Donatelli Crocco, che condusse la spietata guerriglia contro le truppe piemontesi ed il nuovo governo unitario, nascondendosi tra l’Ofanto ed il Vulture.

Gaetano Negri, giovane milanese, partecipò alla lotta contro i briganti tra Calitri e Carbonara-Aquilonia nel 1862.

Scoprì un Mezzogiorno diverso da quello immaginato, che gli impose una riflessione più profonda sul significato dell’Unità nazionale.

Nella sua caccia ai briganti Negri scrisse diverse lettere al padre che sono una testimonianza importante della “scoperta” del Sud da parte della classe borghese settentrionale.

Il 21 Ottobre del 1860 la popolazione di Carbonara si rivoltò contro i Savoia e contro il nuovo Stato unitario voluto dai galantuomini liberali.

Nel tumulto furono uccise nove persone. I militari attuarono nei giorni seguenti una dura repressione con centinaia di arresti.

Qualche anno più tardi, per cancellare il ricordo di questi tragici fatti, al paese fu imposto il cambio di nome: così Carbonara divenne Aquilonia

Cento anni di storia socio-economica del piccolo borgo di Aquilonia: la lunga contesa tra i contadini ed i proprietari terrieri per la gestione e lo sfruttamento delle terre pubbliche che le leggi di Murat avevano sottratto all’aristocrazia feudale, dai rivolgimenti storici dell’Unità italiana fino all’occupazione delle terre nel secondo Dopoguerra.

Il libro ripercorre la storia dell’assetto della proprietà terriere a Carbonara Aquilonia dal Medioevo all’Unità d’Italia, dalla formazione delle grandi tenute feudali nel Medioevo, alle lotte contro il principe di Sant’Angelo dei Lombardi nel Settecento fino al contrasto con i galantuomini liberali dell’Ottocento per il controllo e lo sfruttamento delle terre pubbliche.